Recensione film PROMETHEUS ITA-ENG

Recensione film PROMETHEUS ITA-ENG

Recensione film PROMETHEUS
a cura di Kurz Rommel


Prometheus è stato (ai tempi della sua uscita) l'ultima fatica di Ridley Scott. Si tratta di un film discusso e criticatissimo, che ha spaccato in due la critica: i più entusiasti hanno visto in quest'opera un capolavoro, i cultori "generici" di fantascienza lo hanno giudicato un buon film ma non ben sfruttato, dai fan di Alien è stato giudicato un flop, da molti critici è stato demolito sotto tutti gli aspetti, dalla regia alla recitazione, i cacciatori di errori hanno raccattato tutto quello che sono riusciti a vedere (magari anche forzatamente). Come sempre, la verità sta nel mezzo: Prometheus, che si è voluto intendere come un prequel della saga di Alien (senza contare gli spinoff Alien Vs Predator, ambientati ancora prima), si è rivelato invece un film "a parte", che non parla della nascita di Alien ma la accenna solo, senza nemmeno darne una spiegazione compiuta. In realtà si tratta di un lavoro molto diverso, ben più filosofico e visionario, che è stato invece ingiustamente sottovalutato e sminuito da troppe persone che volevano tutte le risposte e subito. Risposte che non sono state ancora date nemmeno nel sequel, Alien: Covenant, neanche alle tante, nuove domande che il primo ha posto, e non soltanto inerenti ad Alien ma anche, e soprattutto, all'uomo, alla sua origine, al suo destino.

Passiamo alla trama.

La scena iniziale vede un umanoide avviarsi verso una cascata, su un pianeta che non si riesce ad identificare: il luogo è freddo, glaciale, totalmente privo di riferimenti o segni di vita, assolutamente primordiale. L'umanoide apre un contenitore pieno di un liquido nero, con movenze calme, composte, quasi rituali, lo beve e aspetta. Il liquido si rivela essere un agente biologico, che distrugge letteralmente il corpo dell'umanoide, sbriciolandolo fino al suo DNA. Notevole la sequenza del corpo trasportato dalla violentissima corrente di un fiume, che sotto l'effetto del liquido si sfalda progressivamente, ed il close-up sulla sequenza di DNA che viene attaccata dall'agente.

Anno 2089: due scienziati, Shaw(Noomi Rapace) e Holloway(Logan Marshall-Green), portano a compimento le ricerche di un'intera vita accademica con una scoperta sensazionale: in diversi punti del pianeta, migliaia di anni prima, sono stati creati diversi artefatti con una caratteristica in comune. Tutti riportano la stessa immagine di un sistema stellare. La scena si sposta di qualche anno, a bordo di un'astronave, la Prometheus, un progetto finanziato dalla Weyland Industries, una ricchissima corporazione comandata da un morente Peter Weyland (un Guy Pearce reso irriconoscibile da un trucco superbo).

L'equipaggio è composto dai due scienziati, dal capitano Janek (Idris Elba), due geologi (le classiche macchiette destinate a morire male), una fredda (e a detta della critica, sottoutilizzata) Charlize Theron nei panni di Meredith Vickers, coordinatrice della missione, e da uno spettacolare androide, David, magistralmente interpretato da Michael Fassbender. La missione è in apparenza semplice: seguendo queste tracce antiche di millenni, arrivare sul pianeta indicato e cercare un contatto, o quantomeno dei reperti, relativi agli Ingegneri, che si suppone siano stati i veri creatori dell'umanità.

Dopo l'atterraggio le cose iniziano a complicarsi, fino al primo colpo di scena: la missione ha lo scopo, in realtà, di salvare dalla morte Weyland, che è sempre stato a bordo della Prometheus e vuole chiedere agli Ingegneri di dargli più vita. Richiesta egoistica e che denota l'incapacità di accettare il naturale decorso della vita materiale, non ben accolta dall'unico Ingegnere sopravvissuto, che decapita David e uccide Weyland, iniziando a dare la caccia agli altri.

Il pianeta su cui la nave è atterrata è, tra l'altro, in un secondo colpo di scena, non quello natale degli Ingegneri, ma solo una specie di centro di ricerca su armi di distruzione di massa, totalmente privo di forme di vita, sul quale è andato storto qualcosa. Infatti le ricostruzioni olografiche accidentalmente innescate durante l'esplorazione mostrano gli Ingegneri scappare da qualcosa di non identificato, che però è riuscito ad ucciderli tutti. Qui i riferimenti ad Alien si vedono chiaramente, sui cadaveri degli Ingegneri e nell'architettura del centro di ricerca, provvisto di hangar sotterraneo per un'astronave esattamente uguale a quella del primo film, spiegando chiaramente la provenienza del relitto visto nel primo film.

Dalla scoperta di decine di urne nella stiva della nave, che cominciano a trasudare, forse per il cambio di pressione dell'ambiente, un liquido nero che si rivela mutageno, al motivo per cui David infetta proprio con quel liquido Holloway, alla sequenza di decollo dell'astronave, che vede l'Ingegnere salire sul famoso posto di comando visto nel primo Alien, chiamato dai fan più sfegatati "Space Jockey", fino ad arrivare al sacrificio della nave Prometheus e ad intravedere una specie di proto-Alien, nella seconda parte il film cambia ritmo, lasciando spazio a scene di maggior azione, e ponendo nuove domande, fino all'inevitabile finale aperto.

Chi era l'Ingegnere che si è suicidato, dove e perchè? Per quale motivo nella stiva dell'astronave ci sono decine di urne con quel liquido nero visto nella prima sequenza? Cosa è successo veramente in quel luogo? Perchè tutto sembra far intendere che gli Ingegneri, dei quali abbiamo lo stesso DNA, ci abbiano prima creati e poi condannati?

Cosa eravamo noi per loro, e perchè hanno deciso di distruggerci? E da dove viene l'Alien, che si capisce chiaramente essere qualcosa di ancora diverso, sfuggito al loro controllo?

 

Su queste domande si sono sbizzarriti i vari fan su forum e siti, tirandone fuori le ipotesi più diverse, senza contare quelle ufficiali. Alien, per esempio, è chiaramente, come già evidenziato, una forma di vita raccolta da qualche parte ed usata dagli Ingegneri come arma, ma non una loro creazione: forma di vita che quindi potrebbe essergli stata "passata di stecca" dai Predator, che negli spin-off dimostrano di saperne fare un uso ben più ragionato e controllato.

Ma le risposte non si fermano qui, spingendosi fino ad un livello di profondità filosofica assolutamente particolare per un "semplice" prequel. Per esempio l'Ingegnere che si suicida è il simbolo della creazione della vita: la sua morte, attraverso il suo distruggersi nel fiume, serve per portare il DNA che creerà la vita nel pianeta attraverso l'acqua, in un "solve et coagula" quasi alchemico. La distruzione, chiaramente sacrificale, della sua vita, servirà per costruire, in futuro, la vita sulla Terra, che è partita proprio dall'acqua, guardacaso da sempre vista, simbolicamente, come l'elemento della nascita, della creazione, insomma della vita per eccellenza.

Anche la grande statura degli Ingegneri è volutamente un richiamo alle antiche storie relative ai giganti che governavano il pianeta, così come la lingua parlata da loro è una forma di proto-indoeuropeo, a voler simboleggiare il dono della lingua e della scrittura che ci avrebbero fatto. Insomma, un'apologia della nostra origine extraterrestre ed un continuo richiamo al fatto che da questi esseri noi saremmo stati anche governati ed educati, come tante tradizioni e mitologie tramandano: visione che potrebbe essere addirittura legata all'alchimia, nel voler vedere la creazione dell'umanità come appunto una sorta di moderno (per gli Ingegneri) processo alchemico di ricombinazione degli elementi, umanità che diventa, nel più classico "come in alto così in basso", la copia dei suoi creatori.

Come sono in alto loro, sia come tecnologia e cultura, sia fisicamente come statura, sia come posizione geografica (tra le stelle, quindi nel cielo, appunto "in alto") così sono "in basso", a tutti i livelli, gli umani, sotto tutti gli aspetti, ma comunque e sempre uguali ai loro padri, equilibrandone la superiorità con la loro rozzezza, ed essendone quindi il necessario contraltare.

 

Altro tema trattato nel film è la ricerca delle nostre origini, e la risposta alle domande che ne derivano: il rapporto tra creatore e creatura, intesi come genitore e figlio, è presente ed evidente, sia nella sua gerarchia che nella sua ambiguità, nella serie di rapporti tra i personaggi, come per esempio quello tra Weyland e la Vickers, che pare essere sua figlia, o con David, (apparentemente...) devoto all'anziano come potrebbe esserlo un familiare, in quanto anche esso una sua creatura. Anche tra la Shaw e la mostruosità che riesce ad estirparsi con un intervento-lampo esiste lo stesso rapporto, in quanto è il risultato di un rapporto sessuale con Hollway già infetto: in pratica è suo figlio. Questo continuo ripetersi di rapporti, tra genitori e figli che sembrano odiarsi e sfruttarsi a vicenda ma sono comunque legati, è visibile sotto due aspetti: di nuovo quello alchemico, tra il peggio ed il meglio che si equilibrano e si sopraffanno a vicenda, come viene evidenziato da una Vickers bella e giovane che detesta un Weyland vecchio e distrutto, e quello simbolico, che riprende il tema creazionista e l'incomprensione che nasce tra le due controparti. Così come gli Ingegneri ci hanno creati e vogliono distruggerci, allo stesso modo nasce una spietata competizione tra Weyland, la figlia (?) che si capisce chiaramente volerlo morto e David che ha dei suoi ben precisi obbiettivi, così come tra la Shaw e il mostruoso "figlio".

Questo, se andiamo a vedere, è anche ben evidenziato dal titolo stesso del film, Prometheus: il Titano, andando contro il volere divino, diede agli uomini la possibilità di evolversi, esattamente come un padre fa coi suoi figli. La stessa prima scena del film sembra evidenziarlo, col sacrificio dell'Ingegnere che, suicidandosi, dà al pianeta su cui è, probabilmente la Terra, la possibilità di ospitare la vita umana. Ma ancora di più è mostrato nelle scene successive, nei riferimenti ad una lingua antica, ai caratteri che David legge sulle pareti dell'ambiente, e nello stesso modo di fare dell'Ingegnere superstite. Logicamente infastidito dall'arroganza di un suo “figlio”, ha la conferma di ciò che si deve, secondo i suoi canoni, completare, e cioè il lavoro di ripulitura della Terra da quello che sembra essere un prodotto uscito male. In particolare questa scena, pur ponendo altre domande, spiega bene il senso del nome e del mito: questi Ingegneri, scesi sulla Terra in epoche passate, hanno dato, come dei moderni Prometeo, la conoscenza e la civiltà agli uomini. Gli altri, invece, quelli di cui fa parte il superstite, non hanno accettato questo, e hanno deciso di riparare al “danno” prodotto. A ben guardare, insomma, si può leggere anche una discretamente riuscita (effettivamente ci si deve pensare un po') rielaborazione del mito di Prometeo.

 

Un altro tema estremamente importante è quello dello scontro tra fede e ragione: Il binomio Shaw- Vickers lo evidenzia senza alcuna pietà, in modo talmente granitico da essere quasi un esempio didattico. La Shaw, figlia di un missionario, è ossessionata dalla fede. Pur di sopravvivere si aggrappa a tutto, non solo alla sua sete di conoscenza razionale ma anche ad un fideismo coatto che, pur cozzando contro le contraddizioni della pura e semplice logica, riesce a sostenerla in una situazione assurda, fino a raggiungere quasi un premio finale: alla fine del film, spinta dalla sua voglia di trovare risposte razionali e sostenuta dalla certezza quasi dogmatica di trovarlo, partirà verso il pianeta natale degli Ingegneri, che si scopre chiamarsi Paradiso.

Questo potrebbe essere inteso come un messaggio oggi attuale, e cioè che la fede non necessariamente implica la negazione della scientificità. Un messaggio confermato, infatti, a più riprese anche nel modo di vedere la creazione dell'umanità, effettivamente costruita ad immagine e somiglianza di una creatura superiore, quindi "della stessa sostanza del padre" come per esempio il credo cristiano stabilisce, ma con strumenti e procedure rigorose e scientifiche, senza nulla di soprannaturale: quindi una sorta di "creazione scientifica".

La Vickers, da parte sua, è la rappresentazione dei lati peggiori dell'uomo: fredda, cinica, viziosa, spinta solo dal gretto desiderio di ricavare profitti materiali, guida una missione chiaramente commerciale, che punta a scoprire il segreto degli Ingegneri non per sete di conoscenza, ma per pura e semplice avidità. Rappresenta il lato peggiore dell'essere umano, il più autolesionista ed egoista, diventando l'archetipo delle più malsane inclinazioni umane e della deviazione che un eccessivo razionalismo può imporre. Mancandole quel qualcosa in più, che può renderla una persona migliore, è destinata alla morte, schiacciata dal relitto della nave aliena che diventa il simbolo di un'eccessiva scientificità, fredda e disumana, quindi appunto "aliena". Anche qui si nota la valenza del rapporto alchemico del "come in alto così in basso": come la Shaw, seguendo la sua parte migliore, è destinata ad elevarsi, appunto, partendo verso le stelle, così la Vickers può solo sprofondare sotto il peso di un destino disumano e spietato, che si è cercata col suo atteggiamento.

 

Questo tema è ben ripreso anche in un altro personaggio, e cioè l'androide David: totalmente insensibile, in quanto è solo una macchina, dimostra però una strana attrazione per delle cose totalmente umane, come il basket (lo si vede giocare in un hangar) e i film (guarda e riguarda Lawrence d'Arabia, come un appassionato di video), fino ad arrivare a vederlo scannucciare tra i sogni dell'equipaggio, come se avesse una qualche curiosità morbosa. Queste caratteristiche, degnamente evidenziate in una magistrale interpretazione, danno origine ad un personaggio particolare ed ambiguo come il suo eterno sorrisetto.

Il modo in cui infetta Holloway, ingannandolo, è persino sadico, come se fosse un uomo che stesse provando soddisfazione nell'ingannare un'altra persona, così come guardando i reperti alieni e le iscrizioni sembra provare un interesse del tutto umano.

Anche qui si può notare come la creatura, cioè l'androide, sia ad immagine e somiglianza del suo creatore, riprendendo il tema creazionistico, pur se con caratteristiche all'apparenza diametralmente opposte che richiamano ancora una volta l'equilibrio alchemico: David è fisicamente perfetto, giovane ed attraente, contro la figura ormai distrutta di Weyland. Anche qui si ritrova lo stesso destino per ambedue: David si eleverà, andando verso le stelle, seguendo la sua parte più curiosa ed umana, mentre Weyland, gretto ed egoista, sarà destinato solo alla morte.

Qui, inoltre, la condizione di potenziale elevazione data dal suo essere macchina, quindi perfetto ed incorruttibile, è debitamente equilibrata dal suo essere "basso", dalla sua insensibilità che cozza contro la sua apparente umanità, fino a lasciare un punto interrogativo: David, in realtà, quanto è "vivo"? Il suo modo di fare, così indifferente e disumano, ma allo stesso tempo contraddittorio, in realtà quanto è frutto di una semplice programmazione? Qual'è la differenza tra le due parti, od il suo confine?

Una domanda a cui già oggi gli scienziati stanno cercando di dare una risposta, per non trovarsi impreparati il giorno che un robot, una loro creazione, fatta a loro immagine e somiglianza, li guarderà con lo stesso sorriso di David e gli dirà: "Dimostrami che io non sono vivo...".

 

In sostanza Prometheus è una produzione nel suo genere superba, pur se viziata da qualche calo a livello di dialoghi e qualche buco narrativo, che tratta delle tematiche tanto scomode quanto affascinanti, in modo raffinato e a tratti enigmatico, spingendo lo spettatore a riflettere e porsi domande, quasi in un'ottica gnostica, sui temi principali dell'esistenza e del destino: dalla creazione ai suoi motivi, al rapporto tra genitori e figli e più in generale tra creatore e creatura, allo scontro tra fede e ragione e tra le due parti dell'uomo, la migliore e la peggiore, in un'ottica alchemica di continua distruzione e ricostruzione delle proprie certezze, posizioni e convinzioni.

Una produzione che ha voluto essere un esperimento, sia come prequel di una saga mondiale, sia come spunto di riflessione e crescita, senza limitarsi ad essere solo un filmone esplicativo da botteghino. Vi si trovano effettivamente le (poche) spiegazioni sull'origine del mostro della saga di Alien, come ci si aspettava, ma il messaggio principale, malcompreso dai fan di Alien dediti più che altro alle scene actionsplatter, è un altro.

 
ENG

Prometheus has been, at its times, Ridley Scott's latest film effort. It is a controversial and highly criticized film, which has split the critics in two: the most enthusiastic have seen in this work a masterpiece, the "generic" science fiction fans have judged it a good film but not well defined, by fans of Alien was judged a flop, by many critics it was demolished in all respects from directing to acting, the error hunters picked up everything they could see (perhaps even forcibly). As always, the truth lies somewhere in between: Prometheus, which was intended as a prequel to the Alien saga (not counting the Alien Vs Predator spinoffs, set even earlier), turned out to be a "separate" film, which is not speaks of the birth of Alien but only mentions it, without even giving a complete explanation. In reality it is a very different work, much more philosophical and visionary, which has instead been unjustly underestimated and belittled by too many critics and pseudocritics who wanted all the answers and immediately. Answers that weren't given in the sequel, Alien: Covenant, also to the numerous, new questions that the first film posed, and not only concerning Alien but also, and above all, man, his origin, his destiny.

 

Let's move on to the plot of the film.

 

The opening scene sees a humanoid heading towards a waterfall, on a planet that cannot be identified: the place is cold, glacial, totally devoid of references or signs of life, absolutely primordial. The humanoid opens a container filled with a black liquid, with calm, composed, almost ritual movements, drinks it and waits. The liquid turns out to be a biological agent, which literally destroys the humanoid's body, crumbling it down to its DNA. Noteworthy is the sequence of the body carried by the very violent current of a river, which under the effect of the liquid gradually disintegrates, and the close-up on the DNA sequence that is attacked by the agent.

 

Year 2089: two scientists, Shaw (Noomi Rapace) and Holloway (Logan Marshall-Green), complete the research of an entire academic life with a sensational discovery: in different places on the planet, thousands of years earlier, they were created several artifacts with one feature in common. They all report the same image of a star system. The scene moves for a few years, aboard a spaceship, the Prometheus, a project financed by Weyland Industries, a very rich corporation commanded by a dying Peter Weyland (a Guy Pearce made unrecognizable by a superb make-up).

 

The crew is made up of two scientists, Captain Janek (Idris Elba), two geologists (the classic specks destined to die badly), a cold (and according to critics, underused) Charlize Theron in the role of Meredith Vickers, coordinator of the mission, and a spectacular android, David, masterfully played by Michael Fassbender. The mission is apparently simple: to follow these ancient traces of millennia, to arrive on the indicated planet and look for a contact, or at least some finds, relating to the Engineers, who are supposed to have been the true creators of humanity.

After landing, things start to get complicated, until the first twist: the mission actually aims to save Weyland from death, who has always been aboard the Prometheus and wants to ask the Engineers to give him more life. Selfish request and that denotes the inability to accept the natural course of material life, not well received by the only surviving Engineer, who beheads David and kills Weyland, starting to hunt down the others.

In a second twist, the planet on which the ship landed turns not the birthplace of the Engineers, but just a kind of research center on weapons of mass destruction, totally devoid of life forms, on which something has gone wrong. In fact, the holographic reconstructions accidentally triggered during the exploration show the Engineers running away from something unidentified, which however managed to kill them all. Here the references to Alien are clearly seen, on the corpses of the Engineers and in the architecture of the research center, equipped with an underground hangar to contain a spaceship exactly the same as that of the first film, clearly explaining the origin of the wreck seen in the first film.

 

From the dozens of urns discovered in the hold of the ship, a black liquid that turns out to be mutagenic begins to exude, perhaps due to the change in pressure in the environment, the reason why David infects Holloway with that liquid, then follows the take-off sequence of the spaceship, which sees the Engineer get on the famous command post seen in the first Alien, called by the most die-hard fans "Space Jockey", up to the sacrifice of the Prometheus ship and to glimpse a kind of proto-Alien; in the second part the film changes pace, leaving room for more action scenes, and posing new questions, until the inevitable open ending.

Who was the engineer who committed suicide, where and why? Why are there dozens of urns with that black liquid seen in the first sequence in the spaceship hold? What really happened in that place? Why does everything seem to suggest that the Engineers, of whom we have the same DNA, first created us and then condemned us? What were we to them, and why did they decide to destroy us? And where does the Alien come from, which is clearly understood to be something different, out of their control??

 

Various fans have indulged themselves on these issues on forums and sites, coming up with the most varied hypotheses without counting the official ones. Alien, for example, is clearly, as already highlighted, a life form collected somewhere and used by the Engineers as a weapon, but not their creation: a life form that could therefore have been "passed over" by the Predators, that in the spin-offs demonstrate that they know how to make a much more reasoned and controlled use.

But the answers don't stop there, pushing themselves to an absolutely particular level of philosophical depth for a "simple" prequel. For example, the Engineer who commits suicide is the symbol of the creation of life: his death, through his destruction in the river, serves to bring the DNA that will create life on the planet through water, in a "solve et coagula" almost alchemical. The clearly sacrificial destruction of his life will serve to build, in the future, life on Earth, which started from water, which has always been seen, symbolically, as the element of birth, of creation, in short of life for excellence. Even the great stature of the Engineers is deliberately a reference to the ancient stories relating to the giants who ruled the planet, just as the language spoken by them is a form of proto-Indo-European, to symbolize the gift of language and writing that they would have given us. . In short, an apology of our extraterrestrial origin and a continuous reminder that by these beings we would also have been governed and educated, as so many traditions and mythologies pass down: a vision that could even be linked to alchemy, in wanting to see the creation of humanity as a sort of modern (for Engineers) alchemical process of recombining the elements, humanity which becomes, in the most classic "as above so below", the copy of its creators.

In the same way in which they are positioned at the top, both in terms of technology and culture, both physically as a stature, and as a geographical position (among the stars, therefore in the sky, precisely "above") in the same way they are positioned "in low "humans at all levels in all respects, but always the same as their fathers, balancing their superiority with their coarseness, and therefore being their necessary counterpart.

Another issue dealt with in the film is the search for our origins, and the answer to the questions that arise from it: in the series of relationships between the various characters, the relationship between creator and creature, understood as parent and child, is present and evident, both in its a hierarchy that in its ambiguity, such as that between Weyland and Vickers, who seems to be his daughter, or with David, as (apparently...) devoted to the elderly as a family member could be, as he too is his creature. The same relationship exists between Shaw and the monstrosity that she manages to eradicate with a lightning intervention, as it is the result of an already infected sexual relationship with Hollway: in practice it is her son. This continuous repetition of relationships, between parents and children who seem to hate and exploit each other but, in any case, always linked, is visible under two aspects: again, the alchemical one, between the worst and the best that balance and overwhelm each other, as highlighted from a beautiful and young Vickers who hates an old and destroyed Weyland, and the symbolic one, which takes up the creationist theme and the misunderstanding that arises between the two counterparts. Just as the Engineers created us and want to destroy us, in the same way a ruthless competition arises between Weyland, the daughter (?) who clearly wants him dead and David who has precise objectives, as well as between Shaw and the monstrous "son ".

 

On closer inspection, this is also well evidenced by the title of the film itself, Prometheus: the Titan, going against the divine will, gave men the possibility to evolve, exactly as a father does with his children. The same first scene of the film seems to highlight this, with the sacrifice of the Engineer who, by committing suicide, gives the planet on which it is located, probably the Earth, the possibility of hosting human life. But even more is shown in the following scenes, in the references to an ancient language, to the characters that David reads on the walls of the room, and in the same way of acting of the surviving Engineer. Logically annoyed by the arrogance of one of his "children", he has the confirmation of what must, according to his canons, be completed, that is, the work of cleaning the Earth from what appears to be a bad product. In particular this scene, while posing other questions, explains well the meaning of the name and the myth: these Engineers, who came down to Earth in past ages, like modern Prometheus, have given knowledge and civilization to men. The others, however, those to which the survivor belongs, did not accept this, and decided to repair the "damage" produced. On closer inspection, in short, one can also read a fairly successful (actually one should think about it a little) reworking of the myth of Prometheus.

 

Another extremely important issue is that of the clash between faith and reason: the pair Shaw-Vickers highlights this without mercy, in such a granitic way as to be almost a didactic example. Shaw, daughter of a missionary, is obsessed with faith. In order to survive, he clings to everything, not only to his thirst for rational knowledge but also to a forced fideism which, while clashing with the contradictions of pure and simple logic, manages to support it in an absurd situation, until it almost reaches a final prize: at the end of the film, driven by her desire to find rational answers and supported by the almost dogmatic certainty of finding him, she will leave for the birthplace of the Engineers, which turns out to be Paradise.

This could be understood as a current message, namely that faith does not necessarily imply the negation of scientificity. A message confirmed, in fact, on several occasions also in the way of seeing the creation of humanity, actually built in the image and likeness of a superior creature, therefore "of the same substance as the father" as for example the Christian belief establishes, but with tools and rigorous and scientific procedures, without anything supernatural: therefore, a sort of "scientific creation".

Vickers, for her part, is the representation of the worst sides of man: cold, cynical, vicious, driven only by the narrow desire to make material profits, she leads a clearly commercial mission, which aims to discover the secret of the Engineers not out of thirst of knowledge, but out of pure and simple greed. It represents the worst side of the human being, the most self-defeating and selfish, becoming the archetype of the unhealthiest human inclinations and the deviation that excessive rationalism can impose. Lacking that little bit more, which could make her a better person, she is doomed to death, crushed by the wreck of the alien ship which becomes the symbol of an excessive scientificity, cold and inhuman, therefore precisely "alien". Here too we note the value of the alchemical relationship of "so high so low": as Shaw, following her best part, is destined to rise, in fact, starting towards the stars, so Vickers can only sink under the weight of an inhuman and ruthless destiny, which was created with his attitude.

 

This theme is also well taken up in another character, namely the android David: totally insensitive, as he is only a machine, however, he shows a strange attraction for totally human things, such as basketball (he can be seen playing in a hangar) and movies (he watches and regards Lawrence of Arabia, like a video enthusiast), until he gets to see him flicking through the crew's dreams, as if he had some morbid curiosity. These characteristics, worthily highlighted in a masterful interpretation, give rise to a particular and ambiguous character like his eternal smile.

The way he infects Holloway, deceiving him, is even sadistic, as if he were a man taking satisfaction in deceiving another person, just as looking at the alien artifacts and the inscriptions seems to have an entirely human interest.

Here too it can be seen how the creature, that is the android, is in the image and likeness of its creator, taking up the creationist question, albeit with apparently diametrically opposed characteristics that once again recall the alchemical balance. Also, in this case it can be seen how the creature, that is the android, is in the image and likeness of its creator, taking up the creationist theme, albeit with apparently diametrically opposite characteristics that once again recall the alchemical balance: David he is physically perfect, young and attractive, against Wetland’s now destroyed figure. Here too we find the same fate for both: David will rise, going towards the stars, following his most curious and human part, while Weyland, narrow and selfish, will be destined only to death.

In this case, moreover, the condition of potential elevation given by his being a machine, therefore perfect and incorruptible, is duly balanced by his being "low", by his insensitivity that clashes with his apparent humanity, to the point of leaving a question mark: David, actually, how "alive" is he? How indifferent and inhuman, but at the same time contradictory at the same time, his way of acting is actually the result of simple programming? What is the difference between the two sides, or its boundary?

A question that scientists are already trying to answer today, so as not to be unprepared when a robot, their creation, made in their image and likeness, will look at them with the same smile as David and say: "Prove me that I am not alive ... ".

 

In essence, Prometheus is a superb production of its kind, albeit marred by some decline in dialogue and some narrative hole, which deals with issues as uncomfortable as they are fascinating, in a refined and sometimes enigmatic way, pushing the viewer to reflect and ask questions, almost from a gnostic point of view, on the main themes of existence and destiny: from creation to its motives, to the relationship between parents and children and more generally between creator and creature, to the clash between faith and reason and between the two parts of man, the best and the worst, in an alchemical perspective of continuous destruction and reconstruction of their certainties, positions and beliefs.

A production that wanted to be an experiment, both as a prequel to a world saga, and as a starting point for reflection and growth, without limiting itself to being just an explanatory box office film. There are actually the (few) explanations, as expected, on the origin of the monster of the Alien saga, but the main message, misunderstood by Alien fans, dedicated more to action splatter scenes, is another.

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