Musica e Cosmogonia di Umberto Mori

Musica e Cosmogonia di Umberto Mori

Musica e Cosmogonia di Umberto Mori

Il Mondo Acustico primigenio (I-IV), è articolato sul fondamento dei

primi quattro Suoni generati in Natura, in quattro cerchi a loro volta

suddivisi in 12.000 anni divini (metafora di 12 mesi).

Il primo cerchio dura 4.800 anni, il secondo 3.600, il terzo 2.400 e il

quarto 1.200 anni celesti. Queste durate sono relazionate tra di loro in

base alla sequenza 4:3:2:1, mentre i Suoni che gli corrispondono a

livello cosmogonico sono Re bemolle, Re bemolle minore, La bemolle e Re

bemolle maggiore.

Il loro rapporto reciproco con l’aggiunta degli intervalli di quarta e

quinta crea il cosiddetto dualismo consonante. Va detto a questo punto

che l’intervallo in musica è la distanza che intercorre tra due note

di intonazione differente ossia se tra due note emesse non

simultaneamente passano due note di differenza, avremo l’intervallo di

seconda.

Se ne passano tre, avremo l’intervallo di terza, se ne passano

quattro, l’intervallo di quarta e via dicendo sino all' intervallo di

ottava, otto note.

Tutto ciò che è contenuto in questo mondo acustico primigenio, è

contenuto nella cosiddetta filosofia del Vedanta come Akasha. Akasha è

un elemento primordiale privo di spazio basato su un Suono, non udibile,

sopra il quale svetta imperioso il primo Suono udibile del mondo

ancestrale.

Akasha è la sede di desideri immensi, creativi, inespressi, atti a

generare un Mondo nuovo, da questo Mondo nuovo si genera a sua volta il

nostro Mondo, quello attuale nel quale viviamo, sommersi quotidianamente

da Rumori e Suoni. Tutto questo, dal punto di vista fisico, rappresenta

un unico Suono Superiore, ossia tutto ciò che ascoltiamo nel Mondo

odierno.

Il Mondo primordiale possedeva una natura acustica, la cui Musica

poteva permeare e penetrare rocce, muri e oscurità, inoltre, poteva

diffondersi in ogni dove.

Melodie diverse ad esempio, potevano compenetrarsi a vicenda, senza

sovrapporsi o anche susseguirsi a diversi intervalli o ancora coprirsi

reciprocamente senza che esse, a differenza delle Parole, potessero

diventare incomprensibili.

Come abbiamo potuto vedere nelle righe precedenti quindi, la Musica,

nelle antichissime filosofie orientali, viene sempre trattata con la

massima erudizione e rispetto, arrivando anche ad affermare che, sempre

facendo riferimento al mondo ancestrale, l’effetto precede la causa,

sicché' il tuono è molto più antico del lampo.

Vari filosofi dei secoli precedenti, hanno preso in considerazione il

Suono e il Movimento ritmico insieme, arrivando ad affermare che la

vista inganna di più rispetto all' udito, poiché' lo sviluppo di una

melodia (Musica), appare come la più qualificata possibilità di

rappresentare la durata della Musica nel tempo in cui si manifesta.

La durata ha una fase indivisibile e non annientabile nella quale tutto

ciò che è giunto in questa epoca è indiviso e indivisibile ma che

aggiunge sempre qualcosa di nuovo rispetto a ieri.

Non ci pare azzardato quindi affermare che, sin dai tempi più remoti

ad oggi, noi tutti siamo figli di un Suono Superiore, unico,

irripetibile, che mai nessuno ha ascoltato ma che è stato un vettore

magnifico di ogni umana e non umana Bellezza.

Continuiamo quindi con gioia, a vivere immersi quotidianamente nella

Bellezza di questo immortale Suono Superiore.

 

Umberto Mori