LE (splendide) ERINNI Eng THE (splendid) ERINNI Autor Ecate Abisso

LE (splendide) ERINNI Eng THE (splendid) ERINNI Autor Ecate Abisso

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LE (splendide) ERINNI di Ecate Abisso

Le Erinni sono, nella religione e nella mitologia greca, le personificazioni femminili della vendetta: spietate e vendicative, furie inarrestabili dei più viscerali istinti umani. Nella mitologia classica, son divinità messe in relazione con il mondo sotterraneo. Figlie della Terra e della Notte, puniscono chi viola l’ordine e vendicano i delitti di sangue: venivano rappresentate come geni alati, con la bocca spalancata nell'atto di cacciare urla terribili, con serpenti invece di capelli, recanti in mano torce, fruste o carboni e tizzoni ardenti. Il loro aspetto era quindi di tre donne - a volte alate - con capelli di serpenti che recavano tra le mani delle armi che usavano per torturare il malcapitato. Il loro compito era quello di vendicare i delitti, soprattutto quelli compiuti contro la propria famiglia, torturando l'assassino con le armi che portavano con loro, fino a farlo impazzire.

Le tre Erinni appartenevano alla più antica generazione di divinità greche, quella PREESISTENTE all’ascesa di Zeus e degli altri dèi Olimpo. La loro nascita veniva pertanto collocata all’origine stessa del Cosmo, quando gli elementi primordiali dell’Universo, Gaia, la Madre Terra, Urano, il Cielo, Ponto, il Mare, si accoppiarono tra loro per dare vita al mondo conosciuto. Nascono dalla violenza.

Sono creature primitive e colleriche, che si accaniscono contro le loro vittime accecandone la mente con il rimorso e la follia. Il loro habitat naturale è la Notte, da cui, secondo alcuni, discendono. Ma possono agire anche di giorno, se ciò serve per portare a compimento la loro vendetta. Il ruolo punitivo delle Erinni si esercita soprattutto nei confronti degli assassini e dei violenti; ma le tre dee non mancano di castigare anche colpe meno gravi come la sopraffazione dei deboli e degli anziani, lo spergiuro, la violazione delle sacre leggi dell’ospitalità, la mancanza di pietà verso i supplici.

 

Son tre sorelle:

 

ALETTO - persecutrice inarrestabile

 

Il suo compito era quello di castigare i peccati morali come la collera, l'accidia, la superbia. Non dà tregua alle sue vittime è ingestibile. È la dea della rabbia.

Il suo nome non ha ancora oggi un'etimologia univoca. Probabilmente significa "colei che non riposa", "colei che non dà requie", ma alcuni interpreti propendono per "l'indicibile", "colei il cui nome non può essere pronunciato".

 

MEGERA - la spietata

 

Megera era preposta all'invidia e alla gelosia e induceva a commettere delitti, come l'infedeltà matrimoniale.

Una divinità incaricata, insieme alle sorelle, di punire i colpevoli di crimini violenti, ma così spietata nell’adempiere alla propria missione di vendicatrice da essere temuta dagli onesti non meno che dai malvagi.

 

TISIFONE - la vendicatrice

 

Era incaricata di castigare i delitti di assassinio: parricidio, fratricidio, matricidio, omicidio.

Un mito racconta che si innamorò di Citerione, che uccise col morso di uno dei serpenti presenti sul suo capo.

 

"(...) Tre Furie infernal di sangue tinte,

Che membra femminili aveano, ed atto,

E con idre verdissime eran cinte;

Serpentelli e ceraste avean per crine,

Onde le fiere tempie erano avvinte, (...)"

(Dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, canto IX, inferno)

 

LA VALENZA TRIPLICE

 

Sono tre, ma di fatto agiscono come un’unica divinità, quasi costituissero un’entità indistinta e indivisibile. L’archetipo della “dea triplice” (un termine divulgato dallo scrittore inglese Robert Graves), ricorrente in tutte le culture indoeuropee, torna spesso anche nella mitologia greco-romana. Così come in questo caso. Sono, in sostanza, le Dee dell'aspetto oscuro e non visibile della Luna.

 

Fonte web

ENGLISH 

THE (splendid) ERINNI

Autor Ecate Abisso

 

The Erinyes were, in Greek religion and mythology, the female personifications of revenge: ruthless and vengeful, unstoppable fury of the most visceral human instincts. According to classical mythology, they were deities related to the underworld. Daughters of the Earth and the Night, they punish those who violate the order and avenge the crimes of blood: they were represented as winged geniuses, with their mouths wide open in the act of hunting terrible screams, with snakes instead of hair, carrying torches, whips in their hands or coals and glowing embers. Their appearance was therefore of three women - sometimes winged - with snake hair who carried in their hands the weapons they used to torture the victim. Their task was to avenge the crimes, especially those committed against their own family, by torturing the murderer with the weapons they carried with them, to the point of driving him mad.

 The three Erinyes belonged to the oldest generation of Greek gods, the one PRE-EXISTING to the rise of Zeus and the other Olympian gods. Their birth is therefore placed at the very origin of the Cosmos, when the primordial elements of the Universe, Gaia, Mother Earth, Uranus, Heaven, Pontus, the Sea, coupled together to give life to the known world. They arise from violence.

 

  They are primitive and angry creatures, who rage against their victims blinding their minds with remorse and madness. Their natural habitat is the Night, from which, according to some, they descend. But they can also act in the daytime, if it takes them to carry out their revenge. The punitive role of the Erinyes is exercised above all towards the murderers and the violent; but the three goddesses do not fail to punish even less serious sins such as the oppression of the weak and the elderly, perjury, the violation of the sacred laws of hospitality, the lack of pity towards supplicants.

      They are three sisters:

ALETTO - unstoppable persecutor

 

His task was to punish moral sins such as anger, sloth, pride. It gives no respite to its victims is unmanageable. She is the goddess of anger.

 

  Even today, its name does not have a unique etymology. It probably means "she who does not rest", "she who does not rest", but some interpreters lean towards "the unspeakable", "she whose name cannot be pronounced".

 

    MEGERA - the ruthless

 

    Crone was in charge of envy and jealousy and induced to commit atrocities, such as marital infidelity.

A deity charged, together with her sisters, to punish those guilty of violent crimes, but so ruthless in fulfilling her mission as an avenger that she is feared by the honest as well as by the wicked.

    TISIPHONE - the avenger

She was in charge of punishing the crimes of murder: parricide, fratricide, matricide, murder.

 

A myth tells that he fell in love with Citerione whom he killed with the bite of one of the snakes on his head.

  "(...) Tre Furie infernal di sangue tinte,

  Che membra femminili aveano, ed atto,

 

  E con idre verdissime eran cinte;

  Serpentelli e ceraste avean per crine,

  Onde le fiere tempie erano avvinte, (...)"

"(...) Three infernal Furies of blood dyed,

    What female limbs they had, and act,

 

    And with very green hydras they were surrounded;

    Serpentelli and ceraste had for hair,

    Whence the proud temples were bound, (...) "

 

(From Dante Alighieri's Divine Comedy, Canto IX, Inferno)

 

    THE TRIPLE VALENCE  

There are three, but in fact they act as a single divinity, almost constituting an indistinct and indivisible entity. The archetype of the "triple goddess" (a term popularized by the English writer Robert Graves), recurring in all Indo-European cultures, also often returns in Greco-Roman mythology. As in this case. They are, in essence, the Goddesses of the dark and invisible aspect of the Moon.