La Musica a programma. Storia di un nuovo percorso. Di Umberto Mori

La Musica a programma. Storia di un nuovo percorso. Di Umberto Mori

La Musica a programma. Storia di un nuovo percorso.   

                 

Da questo mese, ha inizio un nuovo sentiero

storico-musicologico imperniato sulla cosiddetta Musica a programma. A

tale scopo, cercherò quindi di spiegare nel modo più chiaro possibile,

di cosa trattasi. La Musica a programma è stata praticamente uno Schema

molto articolato basato su riferimenti e rimandi a fatti e accadimenti

di natura extramusicale. L’ idea di questo tipo di Musica, si definì

all’inizio del XVIII secolo, quando erano molto in voga le idee

razionaliste fondate sull’ Imitazione del Bello in Natura attraverso il

Suono. I riferimenti extramusicali di cui sopra, afferivano alla Poesia,

alla Letteratura, alla Pittura, alle Biografie e a fatti che comunque

oltrepassavano la Musica stessa. Con il senno di poi, oggi possiamo dire

che l’ambito musicale è ormai saturo oltre ogni limite, di opere

musicali che ripropongono altro attraverso il Suono. All’inizio del 700

fu comunque ben presto evidente, che la musica per strumento o per

strumenti si sarebbe appropriata di questo genere, basti pensare alle

proverbiali 6 Sonate Bibliche di Kuhnau, datate 1700, o alle 4 Stagioni,

famosissime ormai, di Vivaldi, posteriori alle sonate di cui sopra, di

alcuni anni. Va detto che nel XIX secolo, in pieno e dilagante

Romanticismo, la Musica a programma riceverà una nuova accezione ossia

Poema Sinfonico, composizione per orchestra piuttosto estesa, atta a

riproporre o rievocare principalmente, in ambito musicale, una tal opera

Uno degli autori che andremo a vedere in ambito di Musica a programma,

rigorosamente in ordine cronologico è Johann Kuhnau. Compositore tedesco

nato il 6 di aprile del 1660 a Geising, proveniente da una famiglia di

fede luterana, già in tenera età, dimostrò doti naturali in fatto di

canto e a 20 anni fu Cantor presso Zittau. Sembra che conoscesse molte

lingue tra le quali l’italiano, a 22 anni si trasferì a Lipsia, dove

divenne organista presso la prestigiosa “Thomaskirche” e nel 1688 vi

fondò il “Collegium. Oltreché’ compositore, fu anche avvocato, in

quanto studiò legge a livello universitario. Alla di lui morte avvenuta

nel giugno 1722, all’età di 62 anni, il posto di organista presso la

“Thomaskirche” di Lipsia, passò a J.S. Bach (1685-1750). Considerato a

torto un autore minore, Kuhnau compose molti lavori per strumento a

tastiera, organo e clavicembalo, quelli più utilizzati in quell’epoca e

di lui si ricordano le celeberrime 6 Sonate Bibliche, per clavicembalo

finite di comporre nel 1700. Si tratta di uno dei primi esempi di Musica

a programma e nella produzione dell’autore, costituiscono l’ultimo dei

quattro gruppi di composizioni per strumento a tastiera (il

clavicembalo, appunto). Sono tutte opere basate sulla cosiddetta “Teoria

degli affetti” seicentesca, riprodurre attraverso il Suono determinati

sentimenti umani e anche basate su afferenti racconti tratti dall’Antico

Testamento, rispettivamente: 1SAM 17-18; 1SAM 16; GENESI 29-31; 2 RE 20;

GIUDICI 6-7; GENESI 49-50. Le sonate di cui sopra, rappresentano una

sorta di esempio-esperimento, attraverso il quale la Musica viene

elevata a Scienza Esatta, infatti secondo Kuhnau, la struttura

architettonica di una certa forma musicale, in questo caso la sonata,

tramite oculati e sapienti accorgimenti, poteva influenzare in modo

positivo l’animo di chi ascoltava. Il compositore, inoltre, dimostrò di

conoscere bene i vari problemi relativi alla Musica a programma,

affermando più volte che il riprodurre attraverso la Musica alcuni

particolari effetti, come il canto degli uccelli, il tuono e le

cannonate, doveva essere compreso per quello che realmente era, senza

ausilio alcuno delle parole. Nella “Prefazione” delle 6 Sonate, Kuhnau

spiegò che il primo movimento della Sonata N.1, rappresenta il ringhio

furioso di Golia, mentre il combattimento dei Filistei e il loro

inseguimento, viene rappresentato da una fuga con note molto veloci. Poetica o letteraria.

Nelle 6 Sonate sono presenti vari “combattimenti” tra i protagonisti

delle scene prese in considerazione dall’autore. Questi per meglio

rendere realistico tutto il quadro sonoro e acustico della situazione,

utilizza volutamente dissonanze intervallari aspre basate sulle note Sol

diesis-Si bemolle o anche, quando ad esempio le anime si rivolgono a

Dio, pregando, Kuhnau utilizza in modo sapiente due corali luterani, o

ancora nella seconda sezione della Sonata N.1, durante “Il tremore

degl’Israeliti alla comparsa del Gigante e la loro preghiera fatta a

Dio”, il compositore fa abbondante e magistrale uso di note reiterate,

atte ad esprimere paura e tensione. Quindi, l’utilizzo di determinate

soluzioni tecniche sullo strumento, ha la netta funzione, almeno in

questo contesto compositivo, ad “esprimere” e a “riprodurre” attraverso

il Suono, determinati sentimenti. Questa la struttura delle 6 Sonate

Bibliche, per clavicembalo di Johann Kuhnau:                

1) Sonata N.1 in Do magg.- Il combattimento tra David e Goliath.          

2) Sonata N.2 in Sol min.- Saul malinconico e trastullato.                

 3) Sonata N.3 in Sol magg.- Il Maritaggio di Giacomo.      

 4) Sonata N.4 in Do min.- Hiskia agonizzante e risanato.                                  

5) Sonata N.5 in Fa magg.-Gideon Salvadore del Populo.                                  

6) Sonata N. 6 in Mib magg.- La tomba di Giacob.                          

Insomma, Musica da “vedere” oltreché’ da sentire.                                                      

Umberto Mori