Discorso sui Giganti, i Demoni del nord Articolo di Ylenia Oliverio (Vanatrú Italia)

Discorso sui Giganti, i Demoni del nord Articolo di Ylenia Oliverio (Vanatrú Italia)

Discorso sui Giganti, i Demoni del nord

Articolo di Ylenia Oliverio (Vanatrú Italia)

Sito web Vanatrù Italia

 

Discorso sui Giganti, i Demoni del nord

Articolo di Ylenia Oliverio (Vanatrú Italia)

 

I Giganti per la tradizione scandinava sono essenza primordiale ed archetipa di ciò che poi si svilupperà nelle forme di deità a noi note. Studiare il ruolo dei giganti è fondamentale per tutto il sistema esoterico e mitologico europeo ed euro asiatico.

Il nostro gruppo (Vanatrú Italia) ha come scopo la rivalutazione di questa essenza contenitore di simboli idee e numero che si manifestano dal caos primordiale (Gin Ur)

Il caos è matrice dei giganti, che nell’atto di definizione creatrice diventa armonia e numero. È impossibile disgiungere tale apporto nella creazione dei modelli europei, soprattutto quelli scandinavi. Il gigante, in lingua lo Jötunn, è il δαίμων (dáimōn). È l’essenza mediatica che per noi crea e dispone.

Cultuare i giganti significa raggiungere la consapevolezza primaria che estende la realtà vivifica. Significa riconoscere la natura e l’essenza dei contesti che nascono come uniti per poi convergere in corporature essoteriche di valore manifesto (caos/ordine; demone/deità/manifestazione naturale)

I Giganti rappresentano le forze del caos primigeno e primordiale, di natura distruttiva ma fortemente creatrice.

 

Dalla Stregoneria dei Vani

<<[…] Sono conservatori del seme del mistero iniziatico, come Jormudggander e Fenrir, figli di Loki, Giganti di grande sapienza ed astuzia. Se osserviamo le tracce dell’Old Norse, troviamo due parole che ricorrono nel norreno antico: Màttr e Megin, parole dal significato enigmatico e arcaico. Màttr, come osserva il De Vries, è la forza che si manifesta in ogni essere in modo autonomo, mentre Megin è la forza di connotazione magica e sovrannaturale. Le due parole unite in una sola espressione, vengono spesso associate al termine «uomini senza Dio», «atei». Connotazione del tutto errata, poiché gli stessi, nella traslitterazione, appaiono nella trascrizione di molte saghe: a’ màttr sinn ok megin, che significava «nella propria forza e nel proprio potere (occulto)»; sta ad assimilare solo la fattispecie che ogni elemento ha, nella sua manifestazione divina e nell’idea espressa in un misterioso potere. Questo è il potere ambito dagli Dei di Asgard, ma di sola appartenenza ai Giganti […]>>

Figure come Odino sono fondamentali per il ripristino dei sistemi che si evolvono nella struttura dell’esoterismo indoeuropeo, ma sono antitetici sull’evoluzione del demone. Odino è la figura più controversa e splendidamente enigmatica che l’autorevolezza del mito ci propone, ma ha subito una folta distorsione da parte dei fautori dei sistemi patriarcali, e questo ha creato una scissione tra Jötnar e Deità.

È importante dissociare da tale interpretazione e proiettarsi alla ricerca dell’essenza che antecede la posizione (medievalmente ricostruita) Odinica.

I sistemi demonologici sviluppati in antitesi alle forme prima esposte, sono la chiave di lettura per ogni pratica esoterica che richiama la valenza di tutte quelle correnti che fanno da ponte tra il reale studio eteno e le fondamenta della mano sinistra.

L’Etenismo non è solo una romantica visione del mito e delle culture.

 

Dalla stregoneria dei Vani

<<[…]Il movimento moderno eteno ha radici nel Romanticismo, quando si diffuse una sorta di ripresa malinconica del misticismo germanico, che portò alla conseguente crescita di un forte sentimento nostalgico nei confronti delle tradizioni germaniche. Queste tendenze incrementarono l’interesse per la riscoperta e lo studio delle antiche proiezioni del mondo, dei costumi e delle pratiche religiose. Alcune di queste pratiche sono attribuibili ai Norreni, Anglo Sassoni, Goti e fasi Germaniche. La crescita del movimento, non solo in America ma in tutto il mondo, ha visto volti come Helena Blavatsky, Dion Fortune, Aleister Crowely e Guido von List, con i suoi «forzati omo- loghi»[…]>>

Lo studio delle antiche proiezioni del mondo dei costumi e delle pratiche religiose ha influenzato la parte “vivifica” e “parziale” della rievocazione religiosa di un culto (scandinavo/germanico ed euroasiatico (slavo/russo) che si ripropone nel paganesimo, da non confondere con il neo paganesimo che si accorpa i procedimenti del tutto creati della forma “multireligiosa” e fin troppo sincretica della wicca.

Questo per specificare la realtà etena, spesso confusa.

Per concludere il discorso sul demone eteno, bisogna puntualizzare la peculiarità governante dei modi che è localizzata da noi e non solo da noi, nella figura di Hel, che diventa cardine della trascendenza Lokiana e della capacità sciamaniche di Ýmir.

Il tutto per la produzione costante e ciclica dei Ragnarök che come trasformazioni demonologiche si estendono fino al risorgere dei demoni su terra.

 

English Version

Discourse about Giants, the Demons of the North

Article by Ylenia Oliverio. Translation by Federico Pizzileo (Vanatrú Italia)


For the Scandinavian Tradition, the Giants are primordial and archetypal essence of

what will then develop into the forms of Deities known to us.

Studying their role is fundamental for the whole European and Euro-Asian esoteric and

mythological system.

Our group (Vanatrú Italia) has as its purpose the re-evaluation of this essence

containing symbols, ideas and numbers, which manifest themselves from the primordial

chaos (Gin Ur).

Chaos is the matrix of the Giants, which in the act of creative definition becomes

harmony and number. It is impossible to separate this contribution in the creation of

European models, especially the Scandinavian ones. The Giant - in ancient language,

the 'Jötunn' - is the δαίμων (dáimōn). It is the essence that mediates and that, for us,

creates and disposes.

Following the cult of the Giants means reaching the primary awareness that extends the

vivifying reality. It means recognizing the nature and essence of contexts that arise as

united and then converge in exoteric forms of manifest value (chaos/order;

demon/deity/natural manifestation).

The Giants represent the forces of primeval and primordial chaos, with a destructive but

highly creative nature.

From "La Stregoneria dei Vani":

«[...] They are the keepers of the seed of the initiatory mystery, like Jörmungandr and

Fenrir, sons of Loki, Giants of great wisdom and cunning.

If we look at the linguistic traces of Old Norse, we find two words that recur in ancient

Norse: 'Máttr' and 'Megin', terms with an enigmatic and archaic meaning. Máttr, as De

Vries observes, is the force that manifests itself independently in each being, while

Megin is the force of magical and supernatural connotation. The two words, united in

one expression, are often associated with the term "men without God", "atheists".

Completely incorrect connotation, since the same, in transliteration, appear in the

transcription of many sagas: «á máttr sinn ok megin», which stands for «in one's own

strength and (occult) power»; this only assimilates the peculiarities that each element

has in its divine manifestation and in the idea expressed in a mysterious power. This is

the power coveted by the Gods of Ásgarðr, but belonging only to the Giants [...]»

Figures such as Óðinn are fundamental for the restoration of systems that evolve in the

structure of Indo-European esotericism, but are antithetical to the evolution of the

Demon.

Óðinn is the most controversial and splendidly enigmatic figure that the

authoritativeness of the myth offers us, but has undergone a large distortion by the

proponents of patriarchal systems, and this has created a split between Jötnar and

Deities.

It is important to dissociate from this interpretation and to project oneself in search of

the essence that precedes the Odinic position (reconstructed during medieval period).

The demonological systems, developed in antithesis to the forms previously exposed,

are the key to any esoteric practice that recalls the value of all those currents that bridge

the real heathen study and the foundations of the Left Hand Path.

Heathenism is not just a romantic vision of myth and cultures.

Here is another excerpt from "La Stregoneria dei Vani":

«[...] The modern heathen movement has its roots in Romanticism, when a sort of

melancholic recovery of Germanic mysticism spread, which led to the consequent

growth of a strong nostalgic sentiment towards Germanic traditions.

These trends increased the interest in the rediscovery and study of ancient world

projections, customs and religious practices. Some of these practices are attributable to

the Norse, Anglo Saxons, Goths and Germanic phases. The growth of the movement,

not only in America but all over the world, has seen names such as Helena Blavatsky,

Dion Fortune, Aleister Crowely and Guido von List, with his "forced homo-logos" [...]»

The study of the ancient projections of the world, customs and religious practices has

influenced the "vivifying" and "partial" part of the religious re-enactment of a cult

(Scandinavian/Germanic and Eurasian - Slavic/Russian) that is proposed in paganism.

Not to be confused with neo-paganism, which unites the completely created procedures

of the "multireligious" and all too syncretic forms of Wicca.

This is to specify the Heathen reality, often confused.

To conclude the discourse on the heathen demon, we must point out the peculiarity of

the ruler of the Worlds, who is localized by us - and not only by us - in the figure of Hel,

who becomes the cornerstone of the Lokian transcendence and the shamanic abilities

of Ymir.

All for the constant and cyclical production of the Ragnarök, which, as demonological

transformations, extend up to the resurgence of the Demons on earth.

Autor

Ylenia Oliverio, archaeologist with a degree in philosophy and history, Master in archaeological

heritage from Roskilde.

President of Vanatrú Italia, heathen faction of the polytheistic group "Bosco di Chiatri".

Publications:

Laugrith Heid, 'La Stregoneria dei Vani', Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, 'Kindirúnar, Le Rune della Stirpe, Il Grimorio Necromantico', Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, 'Rún, i tre aspetti di una Runa', Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, 'Helvíti Svarturgaldur, Manuale pratico di Opera Necromantica Nord Europea',

Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, 'Tröld*R: il Fjölkynngisbók. Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo', Anaelsas

edizioni.