Arnold Schoenberg. Articolo di Umberto Mori

Arnold Schoenberg. Articolo di Umberto Mori

Arnold Schoenberg, il compositore che cambiò il corso della Musica nel
XX secolo.
Articolo di Umberto Mori


Prolegomeno

La Dodecafonia, tecnica di composizione musicale, ideata da Arnold
Schoenberg agli inizi del XX secolo, costituì la sezione finale della
crisi del sistema tonale, presente nella musica occidentale dall'inizio
del XVII secolo.
Questa tecnica pose letteralmente fine alla cosiddetta gravitazione
armonica di tutte le note musicali, nei confronti di determinate altre.
Il termine "Dodecafonia", indicava i 12 semitoni compresi nell'ambito
di un'ottava, per intenderci, tutti i tasti bianchi e neri del
pianoforte in tale contesto, resi uguali ed indipendenti tra di loro,
sta di fatto che il compositore non accettò mai completamente la parola
"Dodecafonia" ma preferì utilizzare la seguente definizione: "Metodo di
composizione con 12 note poste in libera relazione tra di loro."
Alla base di ogni composizione dodecafonica c’è la cosiddetta "Serie",
una sequenza di suoni che comprende i su citati 12 semitoni della scala
cromatica (il totale cromatico);
i suoni della serie devono svolgersi per tutta la composizione secondo
uno schema fissato all'inizio e possono venire utilizzati sia in
orizzontale che in verticale. La serie può inoltre essere trasportata,
su tutti i 12 gradi della scala cromatica.
Ogni "Serie" è strutturata in 4 sezioni:
1) Originale (O), quella di base dalla quale hanno origine le 3
successive.
2) Inversione (I), in essa gli intervalli si susseguono nell'istesso
modo della precedente ma specularmente.
3) Retrogrado (R), le stesse note dell'Originale, ma al contrario,
dall'ultima alla prima.
4) Retrogrado dell'inversione (R I), in essa si utilizza il moto
contrario della serie retrogradata.

Questa tecnica di composizione venne subito adottata dai cosiddetti
"allievi" di Schoenberg ossia Anton Webern(1883-1945) e Alban
Berg(1885-1935), insieme costituiranno la Seconda Scuola di Vienna in
contrapposizione alla prima, risalente alla fine del 700 e formata da
Haydn-Mozart-Beethoven.
La musica composta con metodo dodecafonico, si riconosce subito
all'ascolto, in quanto risulta quasi impossibile ricordarla a causa
delle sue asperità melodiche e le continue dissonanze, che generano in
chi ascolta, soprattutto se trattasi di una persona che ne ignora la
tecnica, un senso di ansia, angoscia, visionarietà, surrealismo folle e
quant'altro. Ma non dobbiamo d'altro canto non tenere in considerazione
che questo era l'obiettivo dell'Espressionismo a quel tempo affermatosi.

Arnold Schoenberg nacque a Vienna il 13 di settembre 1874, figlio di
commerciante di religione ebraica e di una casalinga appassionata di
musica dalla quale ebbe, a 8 anni, le prime lezioni di pianoforte
insieme al fratello Heinrich, che diverrà un cantante lirico piuttosto
affermato in seguito.
Dopo la scuola media, Arnold frequentò il liceo ma dovette
interrompere gli studi a causa della morte del padre ed iniziò quindi a
lavorare in banca, per quattro anni, nel frattempo studiò musica da
autodidatta in modo molto analitico e spartano.
Nel 1895, lasciò l'impiego in banca e fu assunto come direttore del
Coro dei metallurgici di Stockerau.
Sul finire del secolo, cominciarono ad essere eseguite in pubblico
alcune sue composizioni come il Quartetto in re magg. per archi, i Due
lieder Op.1 e la fosca e vampyresca Verklarte Nacht Op.4 nel 1899, per
sestetto d'archi, liberamente ispirata ad una poesia di Richard Dehmel.
Seguirono i complessi ed estesi Gurrelieder, per soli, coro e
orchestra, su testo di Jens Peter Jacobsen, Pelleas et Melisande, poema
sinfonico Op.5 (1903), la Kammersymphonie Op.9 e i Cinque pezzi per
orchestra Op.16.
Tutte queste composizioni, costituirono un traguardo essenziale
nell’attività artistica di Schoenberg, in quanto realizzarono la
cosiddetta dissoluzione della tonalità che di lì a breve condurrà il
compositore alla Dodecafonia.

 

Nel 1901, Arnold sposò Mathilde Zemlinsky, sorella del celebre
compositore, e da Vienna si trasferì a Berlino ove fu Professore presso
il Conservatorio Stern, nel frattempo le sue composizioni cominciarono a
circolare piuttosto frequentemente, ma la sua musica risultò
all'uditorio dell'epoca, astrusa e di difficile comprensione.
Il compositore non si dette per vinto e continuò imperterrito per la
sua strada, iniziando anche a dipingere numerosi quadri ed entrando in
contatto con il pittore Vassily Kandinsky, con il quale ed insieme a
Franz Marc fondò il gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro). Il
1912, fu un anno molto importante per Schoenberg, innanzitutto perché'
collaborò alla redazione del saggio Il rapporto col testo, ove affermò
tutti i principi etico-estetici dell'Espressionismo in Musica.
Poi, perché' fu l'anno in cui compose Pierrot lunaire Op.21,
praticamente il suo manifesto musicale e assoluta svolta nel suo modo di
concepire la Dodecafonia.
In esso, la voce umana in senso cantato, subisce una profonda
metamorfosi, in quanto l'autore sperimenta attraverso di essa lo
"Sprechgesang", geniale melange di Prosa e Suono. Il risultato è una
recitazione allucinata, delirante e quasi folle, alla quale corrisponde
un'adeguata ambientazione timbrica di tutti gli strumenti che
accompagnano la voce.
Molto intrigante e coinvolgente, fu Erwartung(Attesa), opera lirica per
un solo cantante, Op.17, su libretto di Marie Pappenheim, psicoanalista
molto celebre in quell'epoca, in cui si narra l'aberrante e frustrante
solitudine di una donna che aspettando il proprio amante nel bosco per
parlare del loro amore, ne scoprirà il cadavere a fine opera, tra
disperazione e dolore inenarrabili.

A questo punto è d'uopo dare uno sguardo riflessivo all'opera di
Schoenberg prodotta tra gli anni 10 e 20.
Dal punto di vista del linguaggio musicale, il compositore percorse una
strada progressivamente radicale, dalla dissoluzione della tonalità,
tramite il cromatismo wagneriano spinto alle estreme conseguenze, sino
alla non tonalità che trovò il culmine massimo negli aforistici Sei
piccoli pezzi per pianoforte Op.19(1911), fu in questo periodo che in
Schoenberg nacque l'idea del "Metodo di composizione tramite i 12
semitoni che non hanno alcuna relazione tra di loro."
Tutto ciò verrà etichettato come Dodecafonia, la cui attuazione
integrale sarà applicata nella Suite per pianoforte Op.25(1923).
Altro importante risultato delle meditazioni schoenberghiane, fu il
Manuale di Armonia(1909), violento attacco a spada tratta nei confronti
dell'insegnamento accademico dei conservatori di musica.
In esso oltre che della non tonalità si parla anche della cosiddetta
"Klangfarbenmelodie", ossia una melodia non formata da una successione
melodica di varie battute, bensì da varie successioni di timbri
strumentali.
Quindi il colore del timbro strumentale associato ai colori della
Pittura.
Purtuttavia al compositore non fu sufficiente aver provocato una
profonda crisi del linguaggio musicale tonale, il suo interiore
tormentato ed irrequieto, sfociò in una protesta sociale e religiosa
che si compendiò nell' oratorio Die Jakobsleiter(La scala di Giacobbe),
iniziato nel 1912 e mai completato nella parte musicale.
Nel 1925, fu chiamato ad occupare la cattedra di Composizione presso
l'Accademia Musicale di Berlino, in questo periodo compose tra l'altro
opere molto significative come la Suite per strumenti Op.29(1925), il
Quartetto per archi N.3(1927) e le superbe Variazioni orchestrali
Op.31(1928), la sua opera dodecafonica più avanzata e complessa scritta
da egli fino a quel momento.

Con l'avvento al potere di Adolf Hitler, come molto artisti a lui
contemporanei, Schoenberg fu privato del suo lavoro di Docente
accademico, tacciato di produrre "Arte degenerata", si rifugiò per un
breve periodo di tempo in Francia, ma ridotto ormai allo stremo
economico accettò un incarico accademico presso il Conservatorio Malkin
di Boston. Prima però di lasciare definitivamente l'Europa, decise in
segno di protesta di riabbracciare la fede ebraica, lasciata in
precedenza per quella cattolica, 1933.
Negli anni 30 il compositore fu impegnato a comporre, libretto e
musica, l'opera Moses und Aron, gigantesco lavoro in cui realizzò,
rimase comunque incompiuto del III atto, tutta la sintesi ideologica
della sua poetica. In essa l'autore utilizza una serie dodecafonica
basandosi su uno schema specular-circolare dal quale si originano i
numerosi temi dell'opera, la quale venne rappresentata postuma nel 1957
a Zurigo.

 

Giunto in America, Schoenberg insegnò prima a Boston, poi a New York
ed infine nella Facoltà di Musica del Conservatorio della prestigiosa
Università della California in Los Angeles, città nella quale morirà
il 13 di luglio del 1951.
Nel 1940, ottenne la cittadinanza americana e a questo periodo
appartengono le sue opere migliori composte in terra d'oltreoceano, tra
queste ricordiamo: Ode to Napoleon(1942) su testo di Byron, per voce
recitante e strumenti, Preludio alla Genesi, per coro senza parole,
Op.44(1946) e il celeberrimo A survivor from Warsaw, per voce recitante,
coro e orchestra, testo inglese, Op.46(1947), rievocante l'agghiacciante
condizione di vita di un internato nei campi di concentramento nazisti.
Oltre a ciò si ricordano: il ben scritto sotto ogni punto di vista,
Concerto per violino e orchestra Op.36(1936) e il complesso Concerto per
pianoforte e orchestra Op.42(1947), Tremila anni per coro misto a
cappella Op.50(1949) e il De profundis, sempre per coro a cappella
Op.50b.
Va ricordato anche il suo stupendo e accattivante Quintetto per
strumenti a fiato Op.26 composto nel 1924 e la seguitissima, da chi si
occupa di musiche per film, Musica per accompagnamento cinematografico
per orchestra, Op.34, composta nel 1930, quando il cinema era da poco
diventato sonoro.

Il Pierrot lunaire Op.21 di Arnold Schoenberg, è un ciclo di lieder
per voce femminile(Sprechgesang) e strumenti ossia, ottavino alternato
con il flauto, clarinetto alternato con il clarinetto basso, violino
alternato con la viola, violoncello e pianoforte. Quest'opera venne
commissionata all'autore all'inizio del 1912 e nell'ottobre dello stesso
anno eseguita per la proma volta. E' unanimemente considerata il
manifesto dell'Espressionismo musicale par exellence ove attraverso
dense e fitte trame musicali si cerca di riproporre l'Arte figurativa
espressionista, allucinata, alienata, folle e visionaria.
Le 21 poesie sono di Albert Giraud(1860-1929), poeta e scrittore belga,
tradotte in tedesco da Erich Otto Hartleben(1864-1905) e sono raccolte
in 3 gruppi formati ciascuno da 7 poesie:

1) Mondestrunken.
2) Colombine.
3) Der Dandy.
4) Eine blasse Wascherine.
5) Valse de Chopin.
6) Madonna.
7) Der kranke Mond.

1) Nacht.
2) Gebet an Pierrot.
3) Raub.
4) Rote Messe.
5) Galgenlied.
6) Enthauptung.
7) Die Kreuze.

1) Heimweh.
2) Gemeinheit.
3) Parodie.
4) Der Mondfleck.
5) Serenade.
6) Heimfahrt.
7) O alter Duft.

Nel primo gruppo di poesie,Pierrot si presenta in scena come
ambasciator di sofferenza, incantato e sedotto dalla luna vista come
entità macabra e morbosa.
Nel secondo gruppo, un' atmosfera timbrica angosciosa, tetra e lugubre,
fa da degna cornice espressiva ad un Pierrot sadico e assassino.
Nel terzo gruppo, Pierrot diventa quasi sentimentale, in alcuni tratti,
grottescamente buffone, con lievi inclinazioni melanconico-nostalgiche.
Superba e splendidamente onirica l' ultima poesia che recita: "Oh antico
profumo del tempo delle fiabe..."
Va detto che in questa composizione,
Schoenberg utilizzò per la prima volta la tecnica dello "Sprechgesang"
applicato alla voce umana ossia una tecnica vocale in cui si fondono
suoni verbali e suoni musicali, nella fattispecie, appena l'esecutrice
intona la nota deve subito abbandonare l'intonazione ed emettere il
parlato.
Quindi, Prosa e Musica perfettamente integrate in una delle opere più
intransigenti ed audaci dell'Espressionismo musicale.
Volendo, infine, possiamo vedere Pierrot come una sorta di
Vampyro/Vampyra che dialoga romanticamente con la luna, meditando in
modo intenso e profondo sull'ininterrotto fluire del tempo Immortale.

Umberto Mori